In arrivo le Linkedin Stories

Dopo Snapchat, Facebook, Instagram e WhatsApp, in arrivo le LinkedIn Stories.

Nato come semplice piattaforma per domanda e offerta di lavoro, oggi LinkedIn con i suoi 500 milioni di iscritti in 200 paesi è diventato un social network a tutti gli effetti. Nel tempo si è evoluto come i suoi “concorrenti”: like, commenti, reaction, hashtag e, pare, con le LinkedIn Stories in arrivo a breve.

Come funzionano e a cosa servono.

«Stiamo attualmente testando le LinkedIn Stories internamente e non vediamo l’ora di testarle con i nostri membri nei prossimi mesi. Abbiamo già imparato così tanto sulle possibilità uniche che le Stories possono offrire in un contesto professionale. Ad esempio, il formato Stories è ottimo per condividere momenti chiave di eventi di lavoro e lo stile narrativo full-screen semplifica la condivisione di consigli e trucchi per lavorare in modo più efficiente […] Non vedo l’ora di scoprire come le storie renderanno più creativo e autentico il modo in cui gli utenti condividono la loro vita lavorativa, in modo che possano costruire e coltivare le relazioni necessarie in un’ottica di produttività e di successo professionale». Le parole di Pete Davis, head of content products di LinkedIn.

Proprio come per le altre piattaforme, le LinkedIn Stories saranno costituite da video di pochi secondi che scompariranno dopo 24 ore. L’obiettivo sarà quello di arricchire il profilo social degli utenti con le esperienze professionali. Sicuramente un modo per stare al passo coi tempi e attirare le nuove generazioni, sempre più abituate a questo formato rapido e verticale, sperando di vedere aumentare il tempo medio di permanenza sulla piattaforma.

I pareri sono discordanti.

Come per tutte le novità, gli schieramenti sono d’obbligo: c’è chi appare contrariato e chi, invece, ne è già entusiasta. Sicuramente quello delle Stories è ormai un formato diffuso e che funziona in termini di engagement. Sarà interessante vedere verrà integrato in un ambito più “professionale” come LinkedIn e soprattutto vedere come e se la piattaforma riuscirà a differenziarsi dai competitor, valorizzandolo per chi è più abituato a fare business anziché intrattenimento.

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